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Nazionalsocialismo
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Il mwcgnazionalsocialismo, chiamato anche mwcwnazismocite-ref-1[1], talvolta anche mweahitlerismocite-ref-2[2], è stata un'ideologia di mwfqestrema destra che ha avuto la propria massima diffusione in mwfgEuropa, nella prima metà del mwfwXX secolocite-ref-3[3]. Si caratterizza per una visione mwhanazionalista del mwhqsocialismo radicale, mwhgpopulistacite-ref-4[4], mwiwstatalistacite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12], mwracollettivistacite-ref-13[13]cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]cite-ref-17[17], mwwqrazzistacite-ref-18[18] e mwxgtotalitariacite-ref-19[19]. Nacque subito dopo la mwywprima guerra mondiale in mwzaGermania.

Il mwzgPartito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP) sotto mwzwAdolf Hitler salì al potere nel mwaa1933 trasformando il mwaqReich tedesco nel periodo mwag1933-mwaw1945 in un mwbatotalitario "Stato Leader", la mwbqGermania nazista o mwbgTerzo Reich, ispirato completamente all'ideologia nazionalsocialista, all'mwbwantisemitismo, al mwcanazionalismo tedesco e al mwcqpangermanismo. Con l'mwcginvasione della Polonia, nel mwcw1939 innescò la mwdaseconda guerra mondiale. L'esperienza nazista come sistema di governo si è conclusa con la resa incondizionata dell'mwdqesercito tedesco in data 8 maggio 1945 e la vittoria militare delle contrapposte mwdgforze alleate.

Il termine "nazionalsocialismo" ed il concetto di mweasocialismo nazionale, preesistenti al 1919 da almeno un trentennio e di diverso e vario utilizzocite-ref-20[20]cite-ref-21[21], si videro confluire in quell'anno nel nome del mwgqDAP, Deutsche Arbeiterpartei, in realtà fondato nel 1903 in mwggAustria, il cui nome venne riutilizzato da Hitler per poi rinominarsi nel 1920 appunto come NSDAP. Hitler ha definito i concetti di nazionalismo e socialismo in modo molto personale: il nazionalismo è citato come la devozione del singolo per la sua comunità nazionale, mentre il socialismo è descritto come una responsabilità della comunità nazionale per l'individuocite-ref-22[22].

Sono state rintracciate dagli storici molte cause che avrebbero favorito l'ascesa del nazionalsocialismo; tra cui la forte paura di una mwiarivoluzione comunista che, data la pessima situazione economica instauratasi in Germania, era vista come imminente (in questo contesto si inserisce anche l'mwiqincendio del Reichstag)cite-ref-23[23]cite-ref-focushitler-24-0[24]. Una mwkgcontrorivoluzione preventiva (secondo le parole di mwkwLuigi Fabbri) era vista come una soluzione per evitare una mwlarivoluzione comunistacite-ref-focushitler-24-1[24]. Cionondimeno, la svolta autoritaria fu determinante nello scoppio della mwmqseconda guerra mondiale e generò un'impressionante quantità di morti e torture.

Contents

Note

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Caratteri generali

Il nazismo esprime una forma mwnwnazionalista e mwoatotalitaria di movimento d'mwoqestrema destra, con iniziali mire mwogoperaiste, opposta al mwowsocialismo mwpainternazionale di stampo mwpqmarxista. Il termine mwpgnazional-socialismo parrebbe un mwpwossimoro, ma l'mwqaantitesi che reca in sé, dal momento che il nazionalismo è un movimento nazionale mentre le correnti dominanti del socialismo sono orientate in senso internazionalista e mwqquniversalista, deriva dalla personale idea mwqghitleriana di concetti in realtà diversamente significanti esposti nell'introduzione. Tuttavia, in mwqwAmerica Latina, dopo gli mwraanni trenta, e, nei mwrqPaesi mwrgafromwrwasiatici nel periodo successivo alla mwsadecolonizzazione, molti mwsqpartiti e mwsggoverni conciliavano nazionalismo, mwswantiamericanismo e mwtasocialismo o almeno una politica mwtqstatalista in mwtgeconomia.

I fautori di tale corrente sono stati tuttavia oggetto di ostilità crescente da parte di Hitler: la più significativa ondata di persecuzione in questo ambito iniziò il 30 giugno mwua1934 con la cosiddetta mwuqnotte dei lunghi coltellicite-ref-galli-2005-25-0[25]. Il nazismo trae origine dal partito politico guidato dal suo ideologo principale mwvgAdolf Hitler, l'mwvwNSDAP (mwwaNationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, "Partito operaio nazionalsocialista tedesco"), ed è basato su un programma politico indicato da questi nel libro mwwqmwwgMein Kampf. Una volta raggiunto il potere, esso trasformò il sistema governativo in una spietata mwwwdittatura, con un programma sistematico di segregazione e di eliminazione anche fisica degli avversari politici e di persone appartenenti a categorie ritenute inferiori o dannose per la società, quali mwxaebrei, mwxqnomadi, mwxgomosessuali, appartenenti a piccoli gruppi religiosi come i mwxwTestimoni di Geova, portatori di mwyahandicap fisico o mentale, mwyqmassoni, mwygmwywasociali, categorie definite nel complesso con l'aggettivo mwzamwzquntermenschen, cioè "sub-umani".

Nel suo mwzwmw0aMein Kampf (mw0qLa mia battaglia), Hitler spiega chiaramente i motivi per cui intende perseguitare queste categorie: «La sconfitta dell'esercito tedesco, invitto, al termine della mw0gprima guerra mondiale è scaturita da una pugnalata alle spalle inferta dal giudaismo internazionale con la complicità della massoneria, del bolscevismo internazionale, del nomadismo fomentatore di disordini e del pacifismo propugnato dagli omosessuali e da vasti settori religiosi, tutti quanti sotto l'egida del Papa a mw0wRoma».

La Germania di questo periodo storico viene generalmente indicata come mw1qGermania nazista, mentre il periodo tra il mw1g1933 ed il mw1w1945 è propriamente conosciuto con il termine di "mw2aTerzo Reich" (in tedesco: mw2qDas Dritte Reich, traducibile in italiano con la locuzione "Il Terzo Regno"), storicamente riconducibile ai due precedenti imperi tedeschi. Il mw2gPrimo Reich fu fondato nel mw2w925, dopo la dissoluzione dell'mw3aImpero Carolingio, da mw3qOttone I, che fu incoronato da mw3gpapa Giovanni XII e divenne il primo imperatore del mw3wSacro Romano Impero (mw4a962).

Il Primo Reich continuò fino all'inizio del XIX secolo: dopo la mw4gpace di Presburgo (odierna mw4wBratislava, capitale della mw5aSlovacchia), il 26 dicembre mw5q1805, e la nascita della mw5gConfederazione del Reno (uno Stato fantoccio controllato da mw5wNapoleone, luglio mw6a1806), mw6qFrancesco II d'Asburgo rifiutò la corona di imperatore (agosto 1806), mettendo fine così al Primo Reich. Il mw6gSecondo Reich corrisponde al nuovo Stato unitario germanico dopo la vittoria sulla mw6wFrancia (la mw7aGermania guglielmina degli mw7qHohenzollern, mw7g1871 - mw7w1918) e venne fondato dal cancelliere prussiano mw8aOtto von Bismarck nella città di mw8qVersailles (1871).

Il Secondo Reich aveva una struttura federale che venne mantenuta anche dopo la sua caduta, che coincise con la sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale e la creazione della mw8wRepubblica di Weimar (nota ugualmente come mw9aDeutsches Reich, seppure repubblica; infatti, il primo articolo della mw9qcostituzione della neonata repubblica - mw9g1919 - testualmente così recitava: "Das Deutsche Reich ist eine Republik", ossia, letteralmente, "Il regno germanico è una repubblica")cite-ref-bertoldi-26-0[26]. Nazismo e nazionalsocialismo (in tedesco mw-wNationalsozialismus) erano utilizzati anche all'epoca come sinonimi anche dagli interessati, il primo diventando dominante ed acquisendo una connotazione dispregiativa con la fine della seconda guerra mondiale. Gli aderenti al nazismo sono detti nazisti.

L'ascesa del nazionalsocialismo venne fortemente favorita dalla crisi economica del '29: nelle elezioni precedenti il partito aveva riportato scarsi successi, in quelle successive riportò quasi il 40% dei voti, mentre i comunisti Kpd il 20%. I partiti moderati, anche alleandosi fra loro, non potevano quindi ottenere la maggioranza, mentre i gruppi armati del Fronte Rosso e delle SA si affrontavano nelle strade, in Parlamento Nsdap e Kpd votavano insieme la sfiducia ai governi moderati<ref&#x3E;{{Cita libro|autore=Ian kershaw|titolo=Hitler|data=1999|editore=Bompiani}}</ref&#x3E;.

Ideologia

«Se la nostra classe intellettuale non avesse ricevuto un'educazione così raffinata, e avesse imparato la boxe, si sarebbe impedito ai lenoni, ai disertori e a una tale gentaglia di fare una rivoluzione in Germania. Poiché la rivoluzione fu vittoriosa non per gli atti arditi, forti, coraggiosi di quelli che la facevano, ma per la vile, commiserevole indecisione di quelli che dirigevano lo Stato, e ne avevano la responsabilità.»


In base al mwaqimwaqmMein Kampf, Hitler sviluppò le sue teorie politiche, partendo dall'osservazione delle politiche dell'mwaqqImpero austro-ungarico.cite-ref-27[27] Egli nacque come cittadino dell'Impero, e credeva che questo fosse indebolito dalla diversità etnica e linguistica. Egli fondava concezione di base del nazionalsocialismo sulla riunificazione di tutti i territori germanofili: mwaqkAlsazia, mwaqoLorena, mwaqsSvizzera tedesca, mwaqwLiechtenstein, mwaq0Lussemburgo, mwaq4Paesi Bassi, mwaq8Danimarca, mwaraNorvegia, mwareSvezia, mwariIslanda e regioni a prevalenza etnica tedesca in mwarmItalia (mwarqAlto Adige e porzioni del mwaruVeneto abitate da mwaryCimbri e mwarcLadini), mwargPolonia, mwarkCecoslovacchia, mwaroLituania e mwarsLettonia (la regione attorno al porto di mwarwLiepāja) ed mwar0Ucraina (fino al mwar41941 era stanziata, tra il basso corso dei fiumi mwar8Don e mwasaVolga una nutrita comunità di russo - tedeschi, i "mwaseTedeschi del Volga", discendenti dei coloni germanici che la zarina mwasiCaterina II, anch'ella d'origini tedesche, aveva chiamato ivi a stanziarsi, nel mwasm1762, e che furono deportati da mwasqStalin nella regione dell'mwasuAltai, principalmente).

Un discorso a parte merita il mwascRegno Unito, dove la componente migratoria degli mwasgIuti, dei mwaskSassoni e degl'mwasoAngli, iniziata nel mwass449 d.C. aveva oramai portato ad una fusione troppo profonda con l'originale ceppo indigeno dei mwaswCelti, ed un discorso analogo andava fatto con la mwas0Francia, dove - pressappoco nelle medesima epoca - avvenne l'immigrazione dei mwas4Franchi (originari dell'omonima regione tedesca della mwas8Franconia). Mentre la Gran Bretagna avrebbe dovuto allearsi con la Germania, la Francia avrebbe dovuto - dalle parole di Hitler in persona nel suo mwataMein Kampf -mwate : "...Prima purgare la sua scellerata tracotanza nei confronti del Reich a cominciare dalle imposizioni di mwatiVersailles, procedendo con la predazione contro il popolo tedesco nei plebisciti che hanno regalato - nel mwatm1920 - l'mwatqHolstein alla mwatuDanimarca, mwatyEupen e mwatcMalmedy al mwatgBelgio, mwatkHultschin (odierna città di mwatoHlučín) alla mwatsCecoslovacchia, mwatwTeschen alla mwat0Polonia ed alla Cecoslovacchia, l'mwat4Alta Slesia, la mwat8Prussia Occidentale alla Polonia, per continuare - nel mwaua1923 - con il furto del mwaueTerritorio di Memel a favore della mwauiLituania, per non citare l'occupazione rapace della mwaumRuhr".

Forte di questa teoria, l'ideologia nazista prevedeva un "focolare unico" ("Vaterland") in cui comprendere tutti i popoli di lingua germanica, il cosiddetto "mwauyPangermanesimo" ("Pangermanismus"), espressa dal motto tipicamente nazista di "Ein Volk, ein Reich, ein Führer!" ("Un solo popolo, un solo stato, un'unica guida politica!"). In ciò non si discostava di molto dai programmi politici adottati da alcune coeve associazioni, quali la Lega Pangermanica (mwaukAlldeutscher Verband), la Unione Per la Protezione e la sfida del Popolo Tedesco (Deutschvölkischer Schutz- und Trutzbund), l'Ordine Germanico (mwau0Germanenorden) e la mwau4Associazione Thule (mwau8Thule-Gesellschaft), per non citare la più potente di tutte, che arrivò a contare ben mwava400 000 iscritti, l'associazione estremista e paramilitare mwaveStahlhelm, Bund der Frontsoldaten (Elmetti d'acciaio, Lega dei veterani). Per quanto concerne l'influenza delle filosofie pseudostoriche tipiche dell'ordinamento della Thule-Gesellschaft sul nazismo, si rimanda alla voce "mwavmMisticismo nazista". Quivi giova solo ricordare che tutte le summenzionate società furono sciolte d'ufficio tra il mwavq1933 ed il mwavu1935 ed i loro iscritti vennero tesserati d'ufficio nel Partito Nazista stesso.

Inoltre, vedeva la democrazia come una forza destabilizzante perché poneva il potere nelle mani delle minoranze etniche, che erano perciò incentivate a indebolire ulteriormente l'Impero (prendendo ad esempio il sempre più cosmopolita mwavcImpero austriaco, che vedeva sua la minoranza di lingua tedesca perdere via via la sua importanza man mano che lo stato si ingrandiva, situazione ulteriormente accentuata dalla concessione del suffragio universale nel mwavg1906). Secondo i nazisti, un ovvio errore di questo tipo è quello di permettere o incoraggiare il mwavkplurilinguismo all'interno di una nazione. Questo è il motivo per cui i nazisti erano così preoccupati di unificare i territori abitati da popolazioni di lingua tedesca. Lo stato, nell'ideologia nazista, altro non è che un'autorità messa al servizio del partito (a differenza di quanto avvenne in mwavoItalia, dove il mwavsPartito Fascista venne, all'opposto, messo al servizio dello Stato), da cui trae la giustificazione d'essere.

Nella concezione hitleriana, il mwav0Terzo Reich avrebbe dovuto - almeno - eguagliare per durata temporale il mwav4Primo Reich. In quest'ottica si colloca il "Tausendjähriges Reich", ovvero il "mwawaReich millenario" della mwawepropaganda nazista. Il cuore dell'ideologia nazionalsocialista era il concetto di mwawirazza. La teoria nazista ipotizzò la superiorità della razza ariana come "razza dominante" su tutte le altre e in particolare sulla 'razza ebraica'. Il concetto di "razza" è l'essenza della dottrina pseudoscientifica nazista: per il nazionalsocialismo una nazione è la più alta espressione della razza, quindi una grande nazione è la creazione di una grande razza.

La teoria dice che le grandi nazioni crescono con il potere militare, e ovviamente il potere militare si sviluppa da culture civilizzate e razionali. Queste culture naturalmente crescono da razze dotate di una naturale buona salute e con tratti di aggressività, intelligenza e coraggio ("mwawqWeltanschauung"). Le nazioni più deboli sono quelle la cui razza è impura: sono perciò divise e litigiose, e quindi producono una cultura debole. Le nazioni che non possono difendere i loro confini erano quindi definite come le creazioni di razze deboli o schiave. Le razze schiave erano ritenute meno meritevoli di esistere rispetto alle razze dominanti. In questa ottica, Hitler cita la razza ebraica come una razza particolarmente sana e intelligente, proprio a causa della sua "purezza" (intesa come la non mescolanza con altre razze, data la segregazione secolare). Questo genere di purezza sarebbe dunque quella a cui avrebbe dovuto aspirare la "razza germanica": in seguito il nazismo tentò di dimostrare scientificamente queste affermazioni con esperimenti di grande violenza. Comunque, da qui la contrapposizione tra la "razza eletta" (di stirpe germanica, "Herrenmenschen") e le razze inferiori ("mwawyUntermenschen") il cui còmpito era quello di occuparsi dei lavori pesanti a tutto beneficio della classe dominantecite-ref-freund-2006-28-0[28].

In particolare, se una razza dominante necessitava di "spazio vitale" ("mwawwLebensraum"), si riteneva avesse il diritto di prenderlo e di eliminare o ridurre in schiavitù le razze schiave indigene. Come conseguenza, le razze senza una patria venivano definite "razze parassite" (o "razze bastarde"): più gli appartenenti a una razza parassitaria erano ricchi e più virulento era considerato il parassitismocite-ref-freund-2006-28-1[28]. Una "razza dominante" poteva quindi, secondo la dottrina nazista, rafforzarsi facilmente eliminando le "razze parassitarie" dalla propria patria, addirittura interi popoli, che si ritenevano essere - stando alle parole di Hitler medesimo nel suo mwaxeMein Kampf - "...Parassiti e bastardi, indegni di viverecite-ref-freund-2006-28-2[28]. Questa era la giustificazione teorica per l'oppressione e l'eliminazione fisica degli ebrei e degli slavi. L'uomo che riconosce queste "verità" era detto "capo naturale", quello che le negava era uno "schiavo naturale"cite-ref-freund-2006-28-3[28]. Lo spazio vitale identificato da Hitler corrisponde geograficamente alla mwaxoRussia nella sua parte europea fino al mwaxsMar Caspio ed agli mwaxwUrali, e la conquista violenta di tale area geografica prefigurava uno dei capisaldi dell'ideologia nazista, il "mwax0Drang nach Osten" (traducibile in italiano, all'incirca, con la frase: "Slancio verso Oriente").

Gli schiavi, soprattutto quelli intelligenti, si riteneva cercassero sempre di ostacolare i padroni promuovendo false religioni e dottrine politiche. Per iniziare a diffondere questo pensiero e farlo assimilare dalla popolazione venivano mostrati filmati di tedeschi deformi, fisicamente o mentalmente, fatti giungere adagio adagio da tutta la Germania in alcuni centri di raccolta, mettendo in evidenza i loro problemi fisici e mentali; furono questi i primi esseri umani bruciati nei forni dai nazisti. All'inizio queste operazioni di sterminio erano fatte di nascosto: solo gli abitanti del luogo si accorgevano che, dopo ogni arrivo, dai camini di questi centri di raccolta usciva una grossa quantità di ceneri e forti odori.

Si usarono i mezzi di comunicazione dell'epoca, soprattutto le riprese cinematografiche, per far accettare alla gente queste pratiche come qualcosa di necessario per il bene comune. Vennero inoltre prese informazioni su molte persone per verificare se effettivamente erano originarie della Germania o avevano parentele non arianecite-ref-29[29]. Venne sviluppato un ideale di persona ariana con determinate caratteristiche (colore degli occhi, dei capelli, ecc.): molte donne tedesche che corrispondevano a tali caratteristiche erano costrette a unirsi a uomini tedeschi per generare figli di razza pura ariana. Tutto questo venne fatto in apposite strutture ("mwayqLebensborn", alla lettera: "Sorgente vitale") dove ogni bambino non aveva una madre o un padre, ma doveva essere allevato alle ideologie naziste fin da piccolissimo in modo da poter un giorno servire la patria dove meglio erano le sue attitudini.

Nell'ideologia nazista, il vertice più elevato era occupato dalla stirpe germanica. A seguire venivano le altre popolazioni indoeuropee (sebbene antistoricamente Hitler considerasse slavi e zingari non indoeuropei), quindi le altre razzecite-ref-freund-2006-28-4[28]. Addirittura, nel caso della razza germanica, qualora l'esito della guerra per la supremazia avesse impedito il conseguimento dello "Spazio Vitale", era previsto un suo trasferimento in una regione a cavallo delle mway4Alpi, il cosiddetto "mway8Alpenfestung" proprio per preservarla dalla contaminazione con le razze "meno nobili"cite-ref-freund-2006-28-5[28]. È comunque un fraintendimento pensare che il nazismo fosse incentrato "solo" sulla razza. Le radici ideologiche del nazismo sono molto più profonde e possono essere trovate nella mwazqtradizione romantica dell'mwazuOttocento, nonché in diversi ideologi nazionalisti austriaci e tedeschi a cavallo di Otto e Novecento; l'mwazyantisemitismo europeo invece ha radici più antiche.

Molto spesso il pensiero del filosofo tedesco mwazgFriedrich Nietzsche è indicato come principio del nazismo, soprattutto nella descrizione del "Oltreuomo", anche "Superuomo" o mwazkÜbermensch in tedesco (Hitler stesso si dichiarò tale); bisogna tuttavia ricordare che Nietzsche non solo era profondamente infastidito dagli antisemiti, ma che mai nei suoi libri pubblicati prima della morte aveva inteso in senso razziale il primato dell'Oltreuomo, da intendersi piuttosto come intellettuale ed esistenziale (il filosofo, oltretutto, era contrario alla concezione di superiorità dello stato; anzi, era ben convinto che l'individuo fosse oltre la nazione). Nonostante ciò non si può negare che molti motivi ripresi dal nazismo - l'esaltazione della volontà prevaricatrice, il disprezzo per i valori cristiani e la celebrazione della potenza dell'uomo come valore primario - siano effettivamente parte integrante del pensiero mwazonietzscheano.

Correnti del Nazionalsocialismo

Vi sono fondamentalmente due correnti di nazionalsocialismo, distinte dalle pratiche economiche e sociali:

• lo mwaz8Strasserismo è a volte considerato come il vero nazionalsocialismo, rappresentato in un primo momento da mwaaaGregor Strasser e, dopo la sua uccisione durante la mwaaenotte dei lunghi coltelli, principalmente dal fratello minore mwaaiOtto attraverso il progetto politico del mwaamFronte Nero. Abolisce la moneta, è fortemente mwaaqanticapitalista e mwaauagrarista, infatti esso propone la creazione di uno stato federale socialista che comprenda tutti i popoli germanici in cui il contadino sia la chiave della società e gli operai siano equamente distribuiti sul territorio in modo da evitare un'eccessiva urbanizzazione. La corrente è generalmente considerata più di sinistra, riprendendo più il socialismo che il nazionalismo, tanto da essere anche stata accostata al mwaaynazionalbolscevismo di mwaacErnst Niekisch.
• lmwaak'mwaaoHitlerismo, invece, è fortemente imperialista e punta ad arrivare a un mwaassistema keynesiano. Fortemente mwaawantisemita, mwaa0conservatore, mwaa4populista e mwaa8totalitario, ha come primo obiettivo la salvaguardia della presunta mwabarazza ariana. Questa corrente è perfettamente considerabile di mwabeestrema destra in quanto, a differenza del succitato strasserismo, propone tutto l'accentramento del potere in un unico mwabimwabmFührer (leader) che guidi il mwabqVolk (popolo). Questa corrente, già maggioritaria, diventerà l'unica presente nel mwabuPartito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori dopo l'espulsione degli strasseristi.

Analisi e riflessioni sul nazismo

Secondo mwabwBertrand Russell, il nazismo proviene da una tradizione differente da quella del mwab0capitalismo liberale o del mwab4comunismo. Quindi, per comprendere il nazismo è necessario esplorare le sue connessioni, senza banalizzare il movimento come venne fatto al suo apice negli mwab8anni trenta e accantonarlo come poco più grave del mwacarazzismo. Molti storiografi sostengono che l'elemento antisemita, che non esisteva nei movimenti affini come il mwacefascismo italiano e spagnolo (che comunque precedettero il nazismo e a cui Hitler comunque si ispirò), venne adottato da Hitler per far guadagnare popolarità al movimento.

Il pregiudizio antisemita era comunque molto comune tra le masse dell'mwacmImpero tedesco, così come in molte città europee, dove gli ebrei hanno vissuto a lungo in zone separate dal resto della popolazione (ghetti): tale pregiudizio era anche supportato da affermazioni di intellettuali di diversa estrazione, da mwacqVoltaire ad mwacuAdam Smith. Diversi storici hanno sostenuto che l'accettazione di massa del nazismo richiedeva l'antisemitismo (con la tattica di creare un nemico comune, gli ebrei, che già costituiva una minoranza e dunque più debole), così come l'adulazione dell'orgoglio ferito delle genti tedesche dopo la sconfitta della mwacyprima guerra mondiale. Tale situazione è anche descritta dall'economista mwaccJohn Maynard Keynes, in un saggio dove si afferma che le eccessive punizioni richieste dall'Inghilterra avrebbero annientato l'economia tedesca, creando una situazione di instabilità politica che avrebbe rischiato di causare una nuova guerra in Europa. Le origini del nazismo e dei suoi valori provengono anche dalla tradizione del movimento romantico degli inizi del mwacgXIX secolo e dai suoi elementi nazionalisti dell'epoca precedente all'unificazione tedesca del mwack1870 e che esaltavano le tradizioni comuni degli stati tedeschi. Forza, passione, mancanza di ipocrisia, valori tradizionali della famiglia e devozione alla comunità erano considerati valori germanici e nazionalsocialisti.

Parte degli ideologi nazisti tentò di rivitalizzare l'antica religiosità germanica in generale - ed odinista in particolare - al fine di contrapporla alle mwacsconfessioni cristiane viste come un'antitesi alla più pura spiritualità germanica e nordeuropea. Un'altra corrente vedeva il nazismo come forma di spiritualismo, ispirato al cosiddetto mwacwcristianesimo positivo germanico, che avrebbe dovuto combattere lo spirito giudaico che aveva impregnato le chiese cristiane, in particolare quella mwac0cattolica.

Secondo Paul Matussek ed altricite-ref-30[30], il nazismo risulta esser l'espressione di un'esasperazione del nazionalismo, in cui il popolo tedesco viene - nel suo complesso (e, quindi, anche nella sua componente "proletaria") ad esser elevato al rango di unica rappresentanza della nazione medesima. Hitler stesso, in qualità di "Guida" ("mwadmFührer", la traduzione letterale del termine italiano "mwadqDuce") del popolo germanico assommava in sé sia la carica di capo del partito, sia quella di cancelliere (primo ministro), che quella di presidente della repubblica.

Teoria economica

La teoria economica nazista era immediatamente preoccupata da problemi di economia interna e aveva separatamente delle concezioni ideologiche sull'economia internazionale. Hitler si riproponeva di risolvere quattro problemi che affliggevano la Germania:

• L'eliminazione della mwad8disoccupazione
• L'eliminazione dell'mwaeeiperinflazione
• L'espansione della produzione di beni di consumo per migliorare il tenore di vita delle mwaemclassi sociali medio-basse.
• La produzione, il commercio e la vendita unicamente di beni prodotti dalla nazione stessa, fino a giungere all'mwaeuautarchia.

Il programma del partito nazionalsocialista del 1920 prevedeva la "mwaecstatizzazione di tutte le imprese associate mwaeg(trusts) esistenti". Tutti questi obiettivi erano intesi ad indirizzare le imperfezioni percepite della mwaekRepubblica di Weimar e a solidificare il supporto popolare del partito. In questo l'NSDAP ebbe molto successo. Tra il mwaeo1933 e il mwaes1936 il mwaewPIL della Germania Nazista crebbe con un tasso medio annuo del 9.5%, e il tasso della sola crescita industriale fu del 17.2%, l'iperinflazione venne efficacemente combattuta. Questa espansione lanciò l'economia tedesca fuori da una profonda mwae0depressione ottenendo nel 1933 una moratoria, cioè la sospensione del pagamento dei danni di guerra che Hitler aveva promesso durante la campagna elettorale e portò lo stato al pieno impiego in meno di quattro anni.

I consumi pubblici nello stesso periodo crebbero del 18,7%, mentre quelli privati del 3,6% annuo. Siccome questa produzione era primariamente "di consumo" la pressione inflazionistica risollevò la testa, comunque ben inferiore rispetto al periodo della Repubblica di Weimar. La corsa sfrenata al riarmo, la creazione di un'imponente macchina bellica (e le concomitanti pressioni per il suo utilizzo), hanno portato alcuni commentatori alla conclusione che la guerra in Europa era inevitabile solo per motivi meramente economici. Questo non vuol dire che altre e più importanti considerazioni politiche non siano da biasimare. Significa solo che l'economia è stata, ed è, soprattutto in riferimento alla teoria marxista-leninista, uno dei fattori primari che motivano qualsiasi società ad andare in guerra.

Molti dei fondi con cui venne finanziato il riarmo nazista - com'ebbe ad affermare il ministro dell'economia nonché presidente della mwafaReichsbank della Repubblica di Weimar, mwafeHjalmar Schacht, al mwafiProcesso di Norimberga - furono finanziati dai lavoratori tedeschi medesimi, attraverso un sistema di "rapina dei fondi accantonati per il pensionamento" e l'ideatore del prelievo forzato fu il gerarca mwafmRobert Ley, a capo del sindacato nazista unico, il DAF (Deutsche Arbeitsfront, il mwafqFronte tedesco del lavoro). Sul piano internazionale, il partito nazista accreditava che una cabala bancaria internazionale fosse responsabile della depressione degli anni trenta.

Il controllo di questa cabala venne identificato nel "gruppo etnico" dei giudei, fornendo così un altro tassello alla motivazione ideologica per la distruzione degli ebrei nell'olocausto. Comunque, l'esistenza di grosse banche internazionali o banche d'affari era ben nota a quei tempi. Molte di queste organizzazioni erano in grado di esercitare influenza sugli stati nazionali tramite il rifiuto o la concessione di crediti, e la Repubblica di Weimar era particolarmente vulnerabile a questa minaccia per via delle esose riparazioni di guerra pretese soprattutto dalla mwafyFrancia. Questa influenza non era limitata ai piccoli stati che precedettero la creazione dell'mwafcImpero tedesco come entità nazionale negli mwafganni 1870, ma si ritrova nella storia di tutti i principali stati europei a partire dal mwafkXVI secolo.

Infatti, alcune compagnie transnazionali del periodo tra il 1500 e il 1800 (la mwafsCompagnia olandese delle indie orientali ne è un buon esempio) vennero formate specificamente per ingaggiare guerra su procura di un coinvolgimento governativo, invece che essere l'opposto. Utilizzando una nomenclatura più moderna, è possibile dire che il partito nazionalsocialista fosse contro il potere delle mwafwcorporazioni transnazionali. Questa semplice posizione anti-corporativa è condivisa da molti partiti di centro-sinistra così come da molti gruppi politici che si rifanno al mwaf0socialismo libertariocite-ref-31[31]. Quando Hitler mwagiassurse al potere, ben 7,5 milioni di tedeschi erano disoccupati, all'incirca il 20% della forza lavoro. Tra i primi provvedimenti che il governo nazista adottò, ci furono la nazionalizzazione della Reichbank e l'inconvertibilità del Reichmark sia verso l'oro, che verso le altre monete.

Il primo provvedimento mirava a colpire gl'interessi di banche private, sottraendo loro la produzione di moneta. Il secondo provvedimento bloccava la speculazione sulla moneta tedesca, imponendo un cambio fissato per legge e non variabile in base alle velleità del mwagqmercato dei cambicite-ref-freund-2006-28-6[28]. Le mosse successive furono il porre l'ultimatum al mondo industriale tedesco: come contropartita all'abrogazione del diritto di sciopero ed all'incremento dell'orario lavorativo, al congelamento perpetuo delle rivendicazioni salariali dei lavoratori, all'impossibilità del licenziamento da parte del lavoratore e del datore di lavoro, ed unitamente allo scioglimento del sindacato, il partito nazista impose l'immediata cessazione dell'apertura di sedi produttive all'estero, l'assunzione di manodopera unicamente tedesca, il vincolo per impianti e capitali di risiedere in Germania.

Al contempo, venne instaurato un mwagoprotezionismo tendente all'mwagsautarchia, in quanto venivano prodotti beni a consumo esclusivamente interno. Per beni o materie prime non disponibili sul territorio nazionale, se indispensabili, questi venivano importati e pagati con prodotti finiti tedeschi, una specie di mwagwbaratto che, una volta di più, tagliava fuori gl'istituti finanziari e la speculazione. Con l'introduzione del mwag0Piano Quadriennale le aziende che non si adeguavano al piano erano passibili di nazionalizzazione senza indennizzo, eventualità che nella realtà si verificò raramente anche durante la guerracite-ref-32[32]. Al fine di non creare mwahiinflazione ed aggravare il mwahmbilancio dello stato ed il mwahqdebito pubblico si ricorse ad uno strumento tipico dei mercati chiusi e degli stati dittatoriali, l'utilizzo d'una speciale tipologia d'mwahuobbligazione, circolante unicamente entro i confini naturali ed a valore prefissato e costante (non pagava cedole), la mwahyMetallurgische Forschungsgesellschaft, ("mwahcMEFO").

Queste obbligazioni (o - meglio - questo genere di mwahkcambiale), assieme al lavoro che gratuitamente ogni studente doveva prestare per un mese all'anno a favore dello stato, finanziarono la nascita della rete autostradale tedesca (circa 3.000mwaho km). L'istituto che presiedeva i lavori autostradali era la "mwahsAutobahn" ("mwahwautostrada" in tedesco), l'equivalente dell'italiana mwah0IRI. Lo scopo ufficiale era quello di favorire la motorizzazione di massa in Germania, mentre - in realtà - le autostrade sarebbero servite allo spostamento celere del neorisorto esercito di massa tedesco. Anche la creazione della mwah4Volkswagen ("Auto del popolo", in tedesco) si inserisce in questo preciso contesto. Essa avrebbe dovuto produrre un'auto a "popolare" ad un prezzo molto basso, 990 marchi (al tempo solo 1 tedesco su 50 era possessore di un'automobile), in base alle specifiche tecniche che Hitler concordò con la mwah8Porsche.

Nessuna azienda privata si sarebbe potuta permettere un progetto così faraonico, per mancanza di guadagno a fronte delle spese sostenute. Il modello prescelto per la produzione diventerà la prima automobile riprodotta su un francobollo e la più venduta automobile di ogni epoca, la famosa "mwaieMaggiolino". Nel mwaii1938 Hitler decise che lo Stato avrebbe dovuto produrla ed ordinò al DAF, cioè alla manodopera gratuita, di costruire l'impianto, all'avanguardia per lo standard dell'epoca, a Fallersleben, attualmente un distretto mwaimWolfsburg. Il DAF anticipò una parte del denaro necessario, ma il resto lo misero i cittadini con un prelievo forzoso dallo stipendio.

Le automobili prodotte furono poche, in quanto la fabbrica venne quasi immediatamente convertita alla produzione di veicoli militari. Il regime nazista non poteva ammettere alcuna forma di autonomia politica od economica entro i confini nazionali. Già nel 1933, in base al "mwaiuDecreto dei pieni poteri" vennero abolite le tradizionali divisioni amministrative tedesche, i mwaiyLänder, e sostituite da distretti politico - amministrativi altamente centralizati, i mwaicGaue. È importante notare che la concezione di "economia internazionale" del partito nazista era molto limitata.

Come il termine "nazionalsocialista" della sigla NSDAP suggerisce, la motivazione primaria del partito era quella di incorporare le risorse internazionali all'interno del Reich con la forza, piuttosto che con il commercio (si confronti con il socialismo internazionale praticato dall'mwaikUnione Sovietica e con l'organizzazione per il commercio detta mwaioCOMECON). Questo rende la teoria economica internazionale un fattore a supporto dell'ideologia politica, piuttosto che il piano centrale di una piattaforma, come è in molti partiti politici moderni.

Dal punto di vista economico, nazismo e mwaiwfascismo sono collegati in quanto il primo si ispira al secondo, pur rimanendo separato nell'ideologia. Il nazismo può essere considerato un caso particolare: il controllo completo del governo su finanza e investimenti (allocazione del credito), industria e agricoltura. Nonostante ciò, in entrambi i sistemi, il potere corporativo ed i sistemi basati sul mercato per la formazione dei prezzi esistono ancora. Citando mwai0Benito Mussolini: «Il fascismo dovrebbe più appropriatamente chiamarsi mwai4corporativismo perché è una fusione tra Stato e potere corporativo».

Piuttosto che uno Stato che richiede beni alle imprese ed alloca le materie prime necessarie alla produzione (come nei sistemi socialisti), lo Stato paga per tali beni. Questo permette ai prezzi di giocare un ruolo essenziale nel fornire informazioni sulla scarsità dei materiali, o nello specificare le richieste in termini di tecnologia e lavoro (compresa l'educazione per il lavoro specializzato) necessarie alla produzione dei beni. Questa idea venne mantenuta per tutto il tempo in cui tenne il potere, con il controllo statale usato come mezzo per eliminare il presupposto conflitto nelle relazioni tra dirigenza e forza lavoro.

Assieme all'industria che avrebbe operato in un sistema protetto da barriere doganali, al commercio svincolato dalle banche e dal regime aureo, anche l'agricoltura sarebbe stata regolata da ferree leggi in merito. Nello statuto programmatico del 1920, il punto 17 riguardava esplicitamente la questione agraria: "Sosteniamo una riforma agraria che si accordi ai nostri requisiti nazionali, e l'introduzione di una legge che espropri senza indennizzo i possidenti di qualsiasi terreno che sia necessario agli scopi comuni. L'abolizione degli interessi sui prestiti all'agricoltura e il divieto di tutte le speculazioni sulla terra." Era il principio del “Blut und Boden” (“Sangue e terra”) e del “Brot und Arbeit” (“Pane e Lavoro”) che vedeva nello stato il garante supremo della prosperità economica della nazione, della sicurezza lavorativa dei cittadini, dell'abolizione delle disparità salariali, del mantenimento della pace sociale, del giusto profitto degli industriali, del controllo ferreo delle banche e delle finanze (ispirato il tutto dal fascismo italiano).

Nel settembre del 1933, venne emanata una legge mutuata dalla costituzione dell'antica mwajiSparta, che regolava l'ereditarietà della terra. Con questa legge si stabiliva che i contadini dovessero possedere un appezzamento minimo di terreno che consentisse loro di vivere convenientemente, a prescindere da eventuali fluttuazioni del mercato, e stabiliva l'estensione minima del terreno. Il terreno offerto ai contadini a condizioni economiche assai vantaggiose (era possibile anche il riscatto a rate senza interessi maturandi) era ereditario ma inalienabile. Tuttavia, non si arrivò all'esproprio dei latifondi, né alla suddivisione dei terreni in lotti tutti di egual estensione, come invece fece mwajmLicurgo.

mwajuRichard Walther Darré costituì poco dopo un ufficio che presiedesse all'intera politica agricola nazionale. Lo scopo del Reichnährstand era quello di conseguire la completa indipendenza alimentare della Germania e di mantenere i prezzi dei prodotti agricoli ad un livello tale da salvaguardare i profitti dei produttori senza privare i cittadini delle derrate alimentari indispensabili, e senza scendere al di sotto del minimo fabbisogno calorico individuale quotidiano.

Nazismo e liberismo economico

Il nazismo era profondamente avverso al libero mercato, oltre che al comunismo. Secondo un recente studiocite-ref-33[33] si affronta una nuova teoria, in base alla quale il nazismo, una forma di statalismo frammista ad un nazionalismo esasperato si concretizzò quale reazione alla diseguaglianza economica nella società liberista tedesca della Repubblica di Weimar. Infatti, si identificano alcuni concetti, tali per cui, non si possono scindere gli eventi storici tra il mwaj01914 ed il mwaj41945. Secondo l'autore, infatti, la mwaj8prima e la mwakaseconda guerra mondiale vanno visti come un unico conflitto inframmezzati da un ventennio di "pace armata". A sostegno della propria tesi porta i seguenti argomenti:

• mwakmStati Uniti e Germania hanno sviluppato una crescita economica - per certi versi - sovrapponibile. La Germania a partire dal mwakq1871 si andò affermando nel ramo della mwakuchimica industriale e nella mwakysiderurgia. Gli Stati Uniti, a partire dalla recessione del mwakc1873 compirono passi da gigante nell'mwakgindustria automobilistica ed essi stessi nella siderurgia.
• La competizione economica non era rivolta contro la mwakoGran Bretagna, sia da parte tedesca che americana. Entrambi i contendenti cominciarono ad acquisire una quota crescente dei mercati mondiali, soprattutto a spese della Gran Bretagna, la cui economia mostrava segni di costante recessione. Quindi, Stati Uniti e Germania erano in lotta reciproca per affermare l'egemonia economica.
• La Germania, durante la prima guerra mondiale, con la guerra sottomarina illimitata e con il mwakwtelegramma Zimmermann fece di tutto per provocare gli Stati Uniti al confronto bellico. L'intervento bellico americano fece pendere l'ago della bilancia a favore della mwak0Triplice intesa e provocò la sconfitta degli mwak4imperi centrali. Il problema è che gli Stati Uniti difficilmente avrebbero potuto rimanere neutrali in ogni caso, avendo prestato ingenti capitali alla Gran Bretagna, ma - soprattutto - alla mwak8Francia. In caso di sconfitta della Triplice Intesa, gli imperi centrali avrebbero semplicemente impedito alle due nazioni di onorare il proprio debito.
• Proprio per poter recuperare i propri crediti verso Gran Bretagna e Francia, gli Stati Uniti aiutarono la Germania, almeno fino al mwale1929, quando avvenne il crollo della borsa americana di mwaliWall Street per risanare l'economia germanica. Le riparazioni esorbitanti che i vincitori imposero alla Germania avevano anche lo scopo di rimborsare gli Stati Uniti, oltre al fine di impedire in eterno la rinascita economica e militare della nazione tedesca.
• I nazisti furono feroci oppositori di ogni intervento americano ed, ovviamente, anche delle riparazioni belliche. Tentarono in ogni modo di sabotare il mwalqpiano Dawes e, una volta giunti al potere, denunciarono unilateralmente le riparazioni di guerra ed intrapresero la via del riarmo accelerato.
• Il concetto nazista del cosiddetto mwalyImpero Millenario (mwalcTausendjähriges Reich) mirava alla creazione di un vasto impero in mwalgEuropa, mwalkAsia ed mwaloAfrica in cui l'economia corporativa ed autosufficiente avrebbe impedito al capitalismo americano di poter operare. L'aiuto dei "neutrali" Stati Uniti offerto alla Gran Bretagna, sia in termini monetari che di materiale bellico, implicitamente poneva la potenza americana in una guerra non dichiarata con la Germania nazista. La mwalsLegge sugli affitti e sui prestiti (mwalwLend and Lease Act), nel marzo del mwal01941, non fece che esasperare la tensione latente, sebbene Hitler avesse dato ordine ai sommergibili di affondare gli incrociatori americani unicamente quando fossero pervenuti nelle acque territoriali britanniche, come contromisura alla guerra segreta americana.

Effetti

Queste teorie vennero usate per giustificare un programma politico totalitario di odio e soppressione razziale, usando tutti i mezzi dello Stato e soffocando il dissenso.

Il regime nazista enfatizzò l'mwamuanticomunismo, in particolare dopo la rottura con l'Unione Sovietica avvenuta nel mwamy'42, e la «supremazia del capo» (mwamcmwamgFührerprinzip), un elemento chiave dell'ideologia nel quale il governante viene ritenuto come un'incarnazione del movimento politico e della nazione. Similmente alle ideologie fasciste, il nazismo era virulentemente razzista. Alcune delle manifestazioni del razzismo nazista furono:

• mwamsantisemitismo, che culminò nell'mwamwolocausto;
• mwam4nazionalismo etnico, incluse le nozioni di tedeschi come mwam8mwanaHerrenvolk ("razza dominante") e mwanemwaniÜbermensch ("superuomo");
• un credo nel bisogno di purificare la razza tedesca attraverso l'mwanqeugenetica, che culminò nell'«mwanueutanasia» dei disabili (si veda mwanymwancAktion T4);
• mwankomofobia, che portò all'internamento di più di mwano10 000 persone omosessuali.

Anche l'anti-cristianesimo faceva parte dell'ideologia nazista, analogamente alle politiche comuniste, socialiste o socialiste internazionalicite-ref-34[34].

Contro effetti

Probabilmente il principale effetto intellettuale è stato che le dottrine naziste hanno screditato il tentativo di usare la mwaoisociobiologia per spiegare o influenzare le questioni sociali per almeno due generazioni successive alla breve esistenza della Germania nazistacite-ref-35[35]. Sempre dal punto di vista scientifico, anche la mwaocgeopolitica come disciplina visse fino agli mwaoganni '80 un certo abbandono, essendo stata associata al mwaokdeterminismo nazista.

Personaggi e storia

La figura principale del nazismo fu mwapiAdolf Hitler, che governò la Germania Nazista dal 30 gennaio mwapm1933 fino al suo suicidio avvenuto il 30 aprile mwapq1945; guidò il mwapuTerzo Reich nella mwapyseconda guerra mondiale e fu responsabile dell'uccisione di oltre 40 milioni di persone, 21 milioni solo in mwapcUnione Sovietica. Sotto Hitler, il nazionalismo etnico e il razzismo vennero uniti assieme attraverso un'ideologia militarista per servire i suoi fini.

Dopo la guerra, molti esponenti di spicco del nazismo vennero condannati per mwapkcrimini di guerra e contro mwapol'umanità al mwapsProcesso di Norimberga. Il simbolo dei nazisti era la mwapwsvastica (destrogira, cioè orientata in senso orario, contrariamente al simbolo solare tradizionale). Trattasi di un antico simbolo, utilizzato da diverse culture in diverse epoche storiche (ad es. è presente sui vasi mwap0etruschi provenienti dalla necropoli di mwap4Populonia e nelle pitture mwap8cretesi del palazzo di mwaqaCnosso). Il simbolo è una stilizzazione del disco solare e, secondo le teorie esoteriche di mwaqeHelena Petrovna Blavatsky di fine Ottocento, a cui il nazismo s'ispirò in sommo gradocite-ref-36[36], presentava un significato ambivalente: di buon auspicio, se volta a sinistra (mutuato dal mwaqysanscrito); viceversa, di cattiva sorte (e quella nazista era di questo secondo tipo) se volta a destra. Il partito nazionalsocialista nacque nel primo dopoguerra, rimase a lungo un piccolo partito ma dopo la crisi del '29 che aveva provocato una gravissima crisi economica in Germania, si rafforzò notevolmente e divenne il primo partito, mentre il secondo partito era il KPD, il partito comunista. In quegli anni numerosissimi furono gli scontri armati fra i due partiti. I comunisti ritenevano "principale nemico" il partito socialista e non presero alcuna iniziativa a livello parlamentare contro i nazisti.cite-ref-37[37]

Nazismo e fascismo

Il termine mwaq8nazismo viene spesso erroneamente identificato con il termine mwarafascismo. In particolare, il termine mwarenazifascismo, nato nella mwariseconda guerra mondiale, tende a inglobare le due differenti esperienze storiche.Anche se il nazismo utilizzò elementi stilistici del fascismo italiano (immediatamente il pensiero corre al cosiddetto "saluto romano"), ispirandosi ad esso, è possibile distinguerne le differenze. Aspetti simili tra i due regimi furono la mwarudittatura mwarytotalitaria, l'avversione per i movimenti socialisti e comunisti (nel nazismo l'avversione fu solo momentaneamente sospesa con il mwarcPatto Molotov-Ribbentrop), l'mwargirredentismo territoriale e la teoria economica di base.

Ma nelle origini ci sono differenze molto significative. Il principio di totalità nel nazismo proviene dalla mwar4razza, mentre lo Stato è il mezzo per realizzarne la purezza. Nel fascismo è lo Stato il principio totale, non mezzo, ma fine esso stesso. Come afferma Eugene Davidsoncite-ref-38[38], mentre il fascismo mise il partito al servizio dello stato, il nazismo capovolse la visione politica mettendo lo stato al servizio del partito, anche perché, mentre Mussolini doveva rispondere ad un sovrano del proprio operato in qualità di primo ministro, dal 1934 Hitler assunse sia la carica di primo ministro che di presidente del Reich e non doveva rispondere ad alcuno delle proprie azioni (Mussolini - come poi avvenne - poteva esser sfiduciato e costretto alle dimissioni, ma Hitler era costituzionalmente inamovibile).

Il nazismo fu difatti esplicitamente e radicalmente mwasqrazzista fin dai suoi inizi; con mwasuBenito Mussolini il fascismo farà proprie la teorie e la pratica dell'mwasyantisemitismo solo nel mwasc1938, nel momento in cui diventerà subordinato all'alleanza con Hitler, sebbene i tratti del razzismo nei confronti di alcune popolazioni (per esempio africani e slavi) fossero ben presenti fin dal suo affermarsi. Nel nazismo il principio unificatore è biologico, nel fascismo prettamente mwasgideologico. A mwaskTrieste, che a partire dal settembre 1943 fu inglobata nell'amministrazione del mwasoterzo Reich tedesco, venne costruito un campo di concentramento e di sterminio: la mwassrisiera di San Sabba.

Il nazismo interpreta la storia alla luce dell'appartenenza etnica a un non meglio identificato mwas0ceppo ariano, mescolando riti pagani con tradizioni mwas4esoteriche, il fascismo si ispira alla grandezza della mwas8Roma antica, rimanendo legato alla mwataChiesa cattolica. Inoltre, in quanto a totalitarismo, Hitler riuscì nell'intento di assorbire ogni aspetto della vita del cittadino tedesco nei dettami della sua visione del mondo, cosa che a nessuno nel passato recente è mai riuscito in modo altrettanto totalizzante, nemmeno al suo modello Mussolini. Com'ebbe a dichiarare esplicitamente Hitler medesimo nel suo "Mein Kampf", dovevano essere epurate tutte le peculiarità dell'individuo in quanto tale perché dai singoli soggetti si sarebbe dovuto approdare al popolo, inteso come massa univocamente inquadrata.

Entrambi i regimi totalitari condannarono l'mwatiomosessualità ma lo fecero con strumenti decisamente differenti. Franco Goretti, autore del saggio mwatqIl periodo fascista e gli omosessuali scrive:«La differenza sostanziale fra Germania e Italia è la presenza nella prima di un articolo penale, che consentiva arresto, processo e poi la creazione di campi di internamento. In Italia ci si muove nella persecuzione degli omosessuali con misure amministrative come confino, ammonizione e diffida. Un'altra differenza è il numero degli arresti: in Germania abbiamo mwatu100 000 arresti, a cui seguono mwaty50 000 condanne e circa mwatc10 000 internamenti. In Italia sappiamo di circa 300 casi di mwatgconfino di polizia».

Il dittatore spagnolo mwatoFrancisco Franco fu denominato para-fascista per la sua dittatura feroce (vedi mwatsmwatwfranchismo) e per la persecuzione nei confronti dei militanti mwat0comunisti ed mwat4anarchici, ma nonostante la sua chiara ispirazione e il concreto appoggio ricevuto dai movimenti fascisti europei, tecnicamente potrebbe essere definito "monarchico cattolico reazionario", così come i molti dittatori di matrice fascista del dopoguerra, che non riuscirono però ad attuare (salvo in parte nel caso dell'mwat8Argentina) il carattere principale che caratterizza le dittature fascista e nazista e comunista: il vero e proprio stato totalitario.

Verso la fine del mwaueNovecento, movimenti neonazisti sono sorti in diverse nazioni. Il mwauimwaumneonazismo può includere ogni gruppo o organizzazione che esibisce un collegamento ideologico con il nazismo. Viene frequentemente, ed erroneamente, associato alla mwauqsottocultura giovanile degli mwauuskinhead. Alcuni partiti politici marginali hanno adottato idee naziste.

Citazioni storiche

Citazione di Goering al mwaugTribunale di Norimberga del mwauk1946: "Hitler fu il politico più leale in tutta la storia dell'umanità: nel suo mwauoMein Kampf aveva reso noto tutto il suo pensiero con un decennio d'anticipo sui tempi. Solo che non fu incredibilmente creduto! Ad esempio, se io fossi stato un politico francese, già al momento dell'insediamento del nostro governo, nel mwaus1933 non avrei esitato un attimo a dichiarare guerra alla Germania!".

Alcune affermazioni di Mussolini sul nazismo:

«Il razzismo è roba da biondi!»

(Benito Mussolini, secondo la testimonianza di Indro Montanelli)

«Dall'altro di trenta secoli di storia, noi possiamo guardare con un sovrano disprezzo talune dottrine d'oltr'

Alpe

: di gente che ignorava la scrittura, con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui

Roma

aveva

Cesare

,

Virgilio

ed

Augusto


(Benito Mussolini, il 6 settembre 1934cite-ref-39[39])

Poi la svolta, con le mwavyleggi razziali fasciste, adottate in Italia a partire dal mwavc1938:

«È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.»

(Da «La difesa della razza», direttore Telesio Interlandi, anno I, numero1, 5 agosto 1938, p. 2)

(tedesco)

«Wir müssen böse sein, ohne Erbarmen, bevor die anderen böse werden. Deshalb sind die Konzentrationslager erschaffen worden. Ein Gericht ist eine zu lange Sache. Wir müssen brutal handeln!»

(italiano)

«Dobbiamo essere cattivi, senza pietà, prima che gli altri diventino cattivi. Per questo sono stati creati i campi di concentramento. Il tribunale è un affare troppo lungo. Dobbiamo procedere più brutalmente!»

(Adolf Hitler a Obersalzberg, 20 marzo 1937cite-ref-40[40])

(tedesco)

«Einer kann nur siegen und das sind wir! Der Sieg wird unser sein!»

(italiano)

«Solo uno può vincere e questi siamo noi! La vittoria sarà nostra!»

(Adolf Hitler alla birreria "Bürgerbräukeller" di Monaco di Baviera, 1º agosto 1932cite-ref-referencea-41-0[41])

«Sono offeso dalla persistente affermazione di certa stampa, secondo cui io vorrei la guerra. Sono forse un decerebrato...

?! La guerra! La guerra non servirebbe ad alcunché!»

(Adolf Hitler nell'intervista rilasciata al giornalista francese Fernand de Brinon e pubblicata sul quotidiano francese Le Matin, 10 novembre 1933cite-ref-referencea-41-1[41])

«Sono sorpreso di come un apolide, incolto, ex - galeotto, caporale e disoccupato abbia potuto creare dal nulla un partito che, sciolto d'imperio dopo quattro anni, vince le elezioni dopo dieci, conquista infine il potere legalmente ed altrettanto legalmente in apparenza governa per decreto legge dopo aver sfruttato una clausola della carta costituzionale»

(Len Deighton, ne "La Guerra Lampo", 1981; Longanesi & C. Editori)

«"Voi - Signor Presidente della Repubblica -, Voi avete consegnato questo nostro amato Paese ad uno dei massimi demagoghi, ed al peggior mestatore di tutti i tempi! Vi profetizzo che quest'uomo fatale sarà la causa della nostra rovina! Egli trascinerà il nostro Reich nell'abisso e sarà la fonte di inimmaginabili miserie per questa nostra nazione! Ebbene, Esimio Signor Presidente, le generazioni future Vi malediranno nella tomba per questa Vostra scellerata decisione!»

(lettera aperta del generale Erich Ludendorff in data 01 febbraio 1933, indirizzata al suo collega, generale, e Presidente della Repubblica di Weimar, Paul von Hindenburg)

«Hitler affermò che probabilmente non avrebbe fatto male ai giovani il doversi nuovamente arruolare nell'esercito nazionale, appunto perché mai aveva fatto male ad alcuno la disciplina, perché era tempo di riportare l'ordine come ai bei vecchi tempi, perché ormai tutti si son dimenticati che i giovani devono tenere la bocca chiusa ed un atteggiamento di rispetto in presenza delle persone anziane, perché dovunque i giovani non hanno più disciplina quando impera la corruzione dei costumi ed il lassismo. Quindi egli passò a parlare di tutti gl'argomenti ch'erano in programma per quella serata e ricevette una caterva di sinceri applausi. Ma un tale - che aveva interrotto il comizio, urlando in faccia a Hitler ch'era un idiota - fu tranquillamente sbattuto fuori dalla sala a calci»

(da un rapporto di polizia su un comizio nazista tenuto alla birreria "Hofbräuhaus" di Monaco di Baviera, 28 agosto 1920cite-ref-referencea-41-2[41])

Totalitarismo nazista

Il totalitarismo nella Germania nazista ebbe un carattere di pervasività ed efficacia tali da costituire l'mwaxoidealtipocite-ref-42[42] di mwax8trasformazione totale della realtà socialecite-ref-43[43] tedesca. Il mwayqtotalitarismo nazista, alla cui base stavano la ripresa dell'economia e «il riscatto della Germania dalle umiliazioni e frustrazioni imposte dalla mwayupace di Versailles», raggiunse un'intensità e conseguì risultati così importanti da superare il modello mwayyfascista italiano nella costruzione dello mwaycstato totalitariocite-ref-44[44].

Nazismo e religione

La relazione tra nazismo e mwazacristianesimo può essere descritta solo come complessa e controversa. Ufficialmente il Nazismo si proclamava al di sopra delle confessioni, ma Hitler e gli altri capi nazisti facevano uso strumentale del simbolismo e delle emozioni cristiane nel propagandarsi presso il pubblico tedesco (prevalentemente cristiano). Sicuramente Hitler ammirava la forte gerarchizzazione che "...procedeva dal mwazeVaticano fino all'ultima chiesetta nell'angolo più sperduto del mondo"cite-ref-joachim-c-fest-1992-45-0[45]. Hitler sosteneva pubblicamente una forma di "mwazycristianesimo positivo", nel quale mwazcGesù Cristo era un mwazgariano ma in cui i mwazkdogmi tradizionali erano respinti, si accusavano le chiese istituzionalizzate di avere manipolato il cristianesimo antico mwazognostico per fini di potere e, in modo simile agli antichi mwazsmarcioniti si ripudiava l'mwazwAntico Testamento. Il suo atteggiamento personale è così descritto da un suo stretto collaboratore:

«Quanto alla lotta contro le Chiese cristiane, egli seguiva l'esempio dell'imperatore Giuliano: perciò si studiava di confutare e demolire con argomenti razionali le dottrine predicate dalle confessioni cristiane, pur riconoscendo esplicitamente l'importanza della religione quale(?) fede in una divina onnipotenza»

(Conversazioni di Hitler a tavola 1941-1942cite-ref-46[46])

Alcuni scrittori cristiani hanno cercato di tipicizzare Hitler come un mwa0qateo o un mwa0uoccultista (o persino un mwa0ysatanista), laddove altri hanno enfatizzato l'utilizzo esplicito del linguaggio cristiano da parte del partito nazista, indipendentemente da quale fosse la sua mitologia interna. L'esistenza di un Ministero per gli Affari Ecclesiastici, istituito nel mwa0c1935 e guidato da mwa0gHanns Kerrl, venne riconosciuta a fatica da ideologi come mwa0kAlfred Rosenberg, che sosteneva un confuso ritorno alla religione germanica, come pure il comandante in capo (Reichsführer) delle SS e capo della polizia tedesca mwa0oHeinrich Himmler.

Le relazioni del partito nazista con la mwa0wChiesa cattolica sono dibattute. Molti sacerdoti e leader cattolici si opposero apertamente al nazismo sulla base di incompatibilità con la mwa00morale cristiana. La gerarchia cattolica condannò infine i fondamenti teorici del nazismo con l'mwa04enciclica mwa08mwa1aMit brennender Sorge (mwa1e1937) di mwa1ipapa Pio XI. Come per molti oppositori politici, numerosi sacerdoti vennero condannati al mwa1mcampo di concentramento e uccisi per le loro posizioni. Il comportamento di mwa1qpapa Pio XII rimane comunque oggetto di una mwa1ucontroversia storiografica. Fu al contrario favorevole al nazismo il mwa1yvescovo mwa1cAlois Hudal, che cercò un compromesso tra Chiesa e regime. Durante i dodici anni di vita del Terzo Reich, la Chiesa dovette subire restrizioni e vessazioni perché giudicata ostile dal governo nazista:«mwa1gIl Führer è inesorabilmente determinato ad annientare le chiese cristiane dopo la vittoria», così annotò mwa1kJoseph Goebbels nel suo diario il 24 maggio 1942cite-ref-47[47]. Durante il processo di Norimberga. uno dei capi d'accusa imputati ai leader nazisti era la persecuzione religiosa. L'accusa dichiarò infatti: mwa14«Essi (I cospiratori nazisti) hanno dichiarato il loro obiettivo di eliminare le chiese cristiane in Germania ed hanno perciò cercato di sostituirle con le istituzioni e le credenze naziste; in ordine di ciò hanno perseguito un programma di persecuzione di sacerdoti, chierici e membri di ordini monastici che essi ritenevano opporsi ai loro intenti, ed hanno confiscato le proprietà della chiesa» .cite-ref-48[48] I nazisti che dunque, come confessato a Norimberga, erano intenzionati a distruggere l'influenza della chiesa nella società e si adoperarono a far chiudere scuole, giornali e associazioni cattoliche, a licenziare i religiosi dalle scuole pubbliche, a togliere i crocifissi dagli edifici, a limitare i pellegrinaggi, a confiscare monasteri e a proibire la pubblicazione di articoli a carattere religiosocite-ref-49[49]cite-ref-50[50].mwa2s«Più di un terzo del clero secolare e un quinto circa del clero regolare, ossia più di 8000 sacerdoti furono sottoposti a misure coercitive (arresti illegali, prigione, campi rieducativi [...]), 110 morirono nei campi di concentramento, 59 furono giustiziati, assassinati o perirono in seguito ai maltrattamenti ricevuti»cite-ref-51[51] Dal conteggio sono ovviamente esclusi i laici vicino alla Chiesa e i dati riportati si riferiscono alla sola Germania e non a tutti i territori occupati, dove la persecuzione contro la chiesa fu ancora più tragica.

Esemplificativo del vero rapporto tra mwa3ecristianesimo e nazismo è quanto ebbe ad affermare il gerarca mwa3iRobert Ley: "La nostra fede - la nostra unica fede - quella sola che ci può salvare, è il Nazionalsocialismo e questo credo non ne tolleri alcun'altra al suo fianco! Il Cristianesimo nazionalsocialista si basa sul sangue e i appropria delle sole virtù attive, rinnegandone le virtù passive quali la moderazione, il perdono e la pietà. Non è accettato l'mwa3mAntico Testamento ed il Cristianesimo positivo è un termine introdotto dal Nazionalsocialismo ed il Nazionalsocialismo è l'unico accreditato per interpretarlo!"cite-ref-52[52]. In una circolare di Martin Bormann inviata ai Gauletier tedeschi nel 1941 veniva specificato che: "Nazionalsocialismo e cristianesimo sono incompaticibili". Sebbene vi furono religiosi come Herman Gruner, che nel mwa3k1934, invitava i cristiani a far convivere nazismo e cristianesimo: "Non è antitetico esser buoni cristiani ed esser buoni nazionalsocialisti. È giunto il momento che il popolo tedesco si riconosca in Hitler, l'uomo del destino che Dio ci ha inviato per salvare la nostra Patria dalla distruzione. Dobbiamo a lui se Cristo opera finalmente tra noi. Pertanto, il Nazionalsocialismo è Cristianesimo positivo in azione tangibile e concreta"cite-ref-53[53], la maggioranza guardava con avversione all'ideologia nazista vista come una nuova forma di "paganesimo": «Si vuole, in nome di un sedicente “Cristianesimo Positivo”, scristianizzare la Germania e ricondurla ad un paganesimo barbaro» dirà papa Pio XI.

In realtà, il mwa38Concordato che Hitler stipulerà proprio appena salito al potere, ad imitazione di quanto fece Mussolini, con la mwa4aSanta Sede era solamente un'operazione cosmetica per attirare i consensi dei tedeschi tradizionalisti. Hitler stesso confiderà a Speer che "... non è mia intenzione andare oltre alla semplice firma, seppure in tutti questi anni i nostri rapporti col mwa4eVaticano si siano mostrati molto tesi, tanto che il Papa non ha voluto ricevermi durante il mio viaggio di stato in mwa4iItalia (nella primavera del mwa4m1938). Di più, ho seriamente considerato di far prelevare il Pontefice dal Vaticano durante l'occupazione di mwa4qRoma lo scorso mese di ottobre (mwa4u1943), ma il nostro ambasciatore me lo ha caldamente sconsigliato, essendo già i nostri rapporti con la popolazione italiana pessimi. Il Vaticano è rimasta l'unica potenza con cui negozio cercando la pace e non la guerra!"cite-ref-54[54]

La componente esoterica del nazismo

mwa44Hitler e molti gerarchi nazisti erano affascinati dalle cosiddette "scienze occulte", come ha potuto verificare mwa48Giorgio Galli in un suo famoso saggiocite-ref-galli-2005-25-1[25]. Hitler soleva citare alcuni aspetti di quella che definiva "La divina provvidenza", ogni qual volta scampava ad un qualche attentato, a cominciare da quando riferì d'aver udito una voce che lo esortò a spostarsi dalla posizione occupata all'interno della trincea nelle mwa5qFiandre (mwa5u1914) appena in tempo per evitare d'esser straziato da un colpo di bombarda ivi piovuto. Oppure come quando - al termine del fallito colpo di Stato del mwa5y1923 - decidendo di suicidarsi sparandosi alla tempia venne affrontato con una tecnica di mwa5carti marziali dalla moglie americana del suo amico e camerata mwa5gSepp Dietrich, che gl'impedì di compiere l'atto. Il Führer ripeteva spesso ai membri del suo entourage che udiva voci od udiva e vedeva persone che agli altri non riusciva di scorgere. Hitler ed altri appartenenti al partito nazista erano appartenenti alla mwa5kSocietà Thule (in tedesco: "Thule-Gesellschaft").

L'attenzione al mondo anglofono

Adolf Hitler ammirava l'mwa5wImpero britannico. Le teorie mwa50razziste erano state sviluppate da intellettuali britannici nel XIX secolo per controllare le popolazioni indiane e gli altri "selvaggi". Questi metodi vennero spesso copiati dai nazisti, a cominciare dai mwa54campi di concentramento, realizzati dai britannici nelle mwa58guerre boere per togliere l'appoggio della popolazione civile agli avversaricite-ref-55[55].

Similarmente, nei primi anni, Hitler aveva grande ammirazione per gli mwa6uStati Uniti d'America. Hitler adorava il cinema americano ed era patito dei film con mwa6yGreta Garbo, dei cartoni animati di mwa6cTopolino, e dei film comici di mwa6gStanlio e Ollio.cite-ref-0-56-0[56] C’è da dire anche che le stesse case cinematografiche americane, pur di mantenere alta la distribuzione di pellicole in Germania scesero a compromessi adattando i film alle richieste della censura nazista.cite-ref-0-56-1[56]

Nel mwa7iMein Kampf, lodava gli Stati Uniti per le loro leggi anti-mwa7mimmigrazione e per la presenza di movimenti esplicitamente razzisti, specie negli stati del "Profondo Sud", ove era radicato il movimento del mwa7qKu Klux Klan. Secondo Hitler, l'America era una nazione di successo perché si manteneva "pura" dalle "razze inferiori". Ad ogni modo, con l'avvicinarsi della guerra, la sua opinione sugli Stati Uniti divenne più negativa e credette che la Germania avrebbe avuto una facile vittoria sugli USA proprio perché, come rilevabile dalle sue ultime considerazioni, era diventata una nazione ibrida ("Gli Stati Uniti d'America sono inquinati dalla componente negra", ebbe ad affermare al ministro italiano mwa7uGaleazzo Ciano)cite-ref-57[57].

I fattori che promossero il successo del nazionalsocialismo

Una questione importante riguardo al nazionalsocialismo è quella sui fattori che promossero il suo successo negli mwa7wanni venti e mwa70trenta del Novecento, non solo in Germania ma anche in altri paesi europei, ferme restando le particolarità storiche dei singoli paesi. Infatti movimenti nazionalisti si potevano trovare in mwa74Svezia, mwa78Regno Unito, mwa8aItalia, mwa8eSpagna e mwa8iStati Uniti.

Tra i fattori si possono includere:

• La devastazione economica in Europa dopo la mwa8yprima guerra mondiale, con la mwa8cdisoccupazione di massa e l'impoverimento generale dovuto all'mwa8giperinflazione.
• La perdita di orientamento di molte persone dopo il crollo delle monarchie in molte nazioni europee.
• Il percepito coinvolgimento degli ebrei nelle speculazioni della prima guerra mondiale
• Il rifiuto del comunismo indotto dagli stessi avversari dei nazisti
• Il controllo e l'uso strumentale dei mezzi di comunicazione di massa
• La creazione di una sorta di nuova religione di massa che coinvolgeva gli individui, deresponsabilizzandoli.
• Il crollo economico a mwa88Wall Street propagatosi a tutte le nazioni del mondo.

Una considerazione a parte va fatta per il peso che il mwa9eTrattato di Versailles ha avuto nei confronti della Germania, sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista simbolico: le difficoltà economiche tedesche dopo la Grande Guerra e le umiliazioni imposte dal trattato hanno portato ad un desiderio di rivalsa e di potenza nel popolo tedesco che era ben rappresentato dal nazionalsocialismo. Inoltre spesso si dimentica che il primo punto del programma del partito nazionalsocialista era la riunione di tutti i tedeschi d'Europa in un unico stato, punto che perseguiva il diritto all'autodeterminazione dei popoli che fu negato alle genti di etnia tedesca del defunto impero asburgico alla fine della prima guerra mondiale, questo fattore unito ai punti citati sopra contribuirono alla coagulazione di tutto l'elettorato nazionalista pangermanista presente nella repubblica di Weimar.

Nazismo e socialismo

Il nazionalsocialismo nelle sue forme originarie, soprattutto dal punto di vista ideologico, è stata una forma di operaismo simile al mwa9qsocialismo, per il comune obbiettivo dello strato sociale a cui entrambi si rivolgevano, mirando a divenire mwa9upartiti di massa. Diametralmente opposto l'approccio e i riferimenti ideologici e culturali ispiratori nei due movimenti, della mwa9ygiustizia sociale all'uguaglianza economica, alla mwa9cproprietà privata, per finire poi, come esposto nel programma ideologico del partito nazionalsocialista (mwa9gMein Kampf, ideato prima del mwa9kPutsch di Monaco del 1923 e scritto durante la reclusione conseguente), al fascismo italiano come modello ed a genocidi nella storia come quello compiuto nei paesi comunisti (come l'mwa9oURSS dove tra mwa9sLenin e mwa9wStalin trovarono la morte quasi 50.000.000 di persone mediante rastrellamenti e deportazione nei mwa98gulag, fosse comuni, esecuzioni sommarie ed altro ancora) ancora prima il genocidio dei mwa-apellerossa americani negli USA come riferimento per risolvere il problema delle minoranze.

Il nazismo, inteso come la corrente politica che si è diffusa in Europa dal regime totalitario di mwa-iHitler in Germania, per alcuni invece si configura ideologicamente in una corrente sostanzialmente diversa dal nazionalismo-socialista originario; anzi, qualche storico ritiene che il mwa-unazionalismo estremo di mwa-yHitler abbia solamente pochi punti in comune con il nazional-socialismo che era nato in precedenza. Per la maggioranza degli storici in ogni caso, considerando anche l'adesione di Hitler fin dal 1919 all'originario mwa-cDeutsche Arbeiterpartei, fondato nello stesso anno e la sua veloce ascesa al comitato direttivo centrale già dal 1920 il problema delle origini sarebbe inesistente.

Hitler adottò alcune forme esteriori comuni a tutti i movimenti di massa, prima fra tutti la partecipazione oceanica della popolazione ai momenti emotivamente più forti messi in atto dalla propaganda del partito. Appena giunto al potere, per blandire la mwa-kclasse operaia in gran parte simpatizzante per la mwa-osinistra, istituì la mwa-sfesta del Primo Maggio, ma ideologicamente fu sempre fortemente avverso a parte dei principi tipici del mwa-wmarxismo e all'mwa-0internazionalismo socialista.

Il termine "nazista" nella cultura di massa

Il termine nazista viene tutt'oggi usato in vari modi, il più delle volte in modo assolutamente a-storico ed improprio. Ad esempio viene spesso usato per descrivere gruppi di persone che cercano di forzare l'esito del proprio volere spingendosi oltre al lecito (detto popolare: mwa-isei un nazista!). Nella quasi totalità dei casi, l'uso di questo termine continua ad avere una connotazione fortemente negativa e perciò offensiva per chi ne viene fatto oggetto.

Note

cite-note-11. Tale termine - come mwa-kGermania nazista - è riscontrabile ad esempio in un discorso di mwa-oGaleazzo Ciano del 1939, celebrativo del mwa-spatto d'acciaio, in senso neutro
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Collegamenti esterni

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